Cultura, LuBeC 2019, Barni: “Tanti spunti e proposte per le politiche nazionali”

LUCCA – Partecipazione delle comunità, sostenibilità sociale ed economica, innovazione e ricerca. Il tutto declinato in un’ottica di valorizzazione e promozione dei luoghi e  dell’offerta culturale. Sono i temi indicati dalla vicepresidente Monica Barni nel saluto offerto alla XV edizione di LuBeC, aperta oggi al Real Collegio di Lucca e quest’anno dedicata al tema ‘Patrimonio culturale e sostenibilità tra pubblico e privato’.

“Lucca Beni Culturali – ha detto la vicepresidente – è un appuntamento che anche la Regione ha contribuito a realizzare e che ogni anno sostiene. Tanti i temi e gli spunti di riflessione che emergono da Lucca e che spesso la regione ha ritenuto fondamentali per la costruzione di politiche culturali”.

“Sul tema patrimonio culturale-partecipazione delle comunità – ha proseguito – abbiamo lavorato per creare un’offerta culturale varia ed attraente, rivolta ad una comunità ampia e variegata di possibili interlocutori che devono diventare permanenti e che fanno parte della popolazione che vive intorno ai luoghi della cultura. Su questo versante uno degli obiettivi è stato il consolidamento dei presidi culturali, per favorire la partecipazione dei cittadini alla cultura. È stato fondamentale riflettere su progettazione e gestione dei luoghi della cultura per creare un valore ed un impatto pubblico. Ma abbiamo creato anche altri strumenti, come ad esempio la carta dello studente la quale, oltre ad offrire i servizi propri del diritto allo studio, permette anche di partecipare a prezzi molto contenuti alla ricchissima offerta culturale toscana”.

Sul binomio patrimonio culturale-sostenibilità, intesa in senso sociale ed economico, Monica Barni ha spiegato che “quella sociale si traduce nella coesione sociale, creata attraverso la partecipazione ai luoghi culturali. Mentre su quella economica abbiamo fatto un grande lavoro con le fondazioni culturali toscane, a partire dai loro bilanci”. Poi lancia un appello agli amministratori locali “affinché condividano con la Regione le politiche culturali che hanno al centro la sostenibilità sociale ed economica, così come raccomandato dalla Commissione Europea”.

Infine, musei ed innovazione. “È importantissimo – ha detto – creare un rapporto diretto tra luoghi della cultura e ricerca. Presto arriveranno in Toscana più di cento assegnisti di ricerca che opereranno all’interno di questi luoghi per rispondere ai loro bisogni e problemi facendo ricerca. Questo nella convinzione che qualunque politica, proposta o servizio culturale nascono da un’attività di ricerca che la Regione cerca di rendere sempre più strutturata ed incisiva. L’augurio – ha concluso – è che tanti degli spunti che emergeranno da queste due giornate possano trasformarsi in proposte che vengano accolte nelle politiche nazionali”. 

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