Scuola, Grieco: “Potenziare l’orientamento, puntare sui territori, anche così si contrasta la dispersione”

FIRENZE – Rivedere i percorsi degli istituti professionali, potenziare e rileggere le pratiche di orientamento, realizzare un’infrastruttura formativa con una visione territoriale e elaborare, di conseguenza, un piano di miglioramento per ciascuna zona. 

E’ in estrema sintesi la ricetta anti-dispersione scolastica della Toscana che l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco ha illustrato stamani nell’ambito della giornata di studio promossa da Regione Toscana e Anpal Servizi-Programma FixO, all’Auditorium di Santa Apollonia di Firenze “Con loro: da situazione di disagio a opportunità di progettare insieme”.

L’occasione è stata voluta per stimolare il dibattito, la nascita di nuove idee, la condivisione di buone pratiche realizzate in Toscana e nelle altre regioni italiane da istituzioni, ricercatori e operatori del settore per ridurre il numero dei ragazzi che abbandonano la scuola.

“Un momento ricchissimo e fondamentale di confronto – ha detto Cristina Grieco – su un tema che chiamerei complesso, per non definirlo ‘il problema’ dei nostri giovani’. Anche se il trend, in questo momento, è positivo, perché siamo passati dall’oltre 17% di abbandono scolastico del 2013 al 13,4%, il fatto che ancora 13 ragazzi su 100 lascino e si perdano è un numero troppo alto, che non possiamo permetterci: stare fuorri dai percorsi formativi vuol dire esclusione sociale”.

“Per questo – ha continuato l’assessore – la Toscana sta lavorando molto perché questa percentuale cali ancora. Come? Con le altre regioni stiamo fornendo al Miur i nostri contributi al decreto collegato alla legge sulla buona scuola che prevede la  revisione dei percorsi degli istituti professionali e il
rapporto con i percorsi di istruzione e formazione professionale, perché la maggior parte dei ragazzi che abbandonano la scuola sono proprio nei professionali”.

Grieco sottolinea che i professionali, così come sono oggi, non funzionano e quindi vanno rivisti nella didattica, nella personalizzazione dei percorsi e in un maggior colllegamento con il mondo del lavoro.

“Come Toscana – spiega – stiamo cercando di costruire un’ infrastruttura formativa. Significa che, basandoci su una governance centrata sulle zone educative, lì vogliamo agire per contrastare la dispersione, capire cioè zona per zona come si forma l’abbandono scolastico e metter in atto gli interventi adeguati. Una volta fatto questo, ciascuna zona dovrà elaborare un piano di miglioramento che riguardi i flussi di dispersione, il cattivo orientamento, il collegamento con il mondo del lavoro. Un approccio – conclude l’assessore – che rispecchia il sistema toscano. Il risultato sarà una infrastruttura stabile, sostenibile, di aiuto alle famiglie, capace di aggredire di più e meglio la dispersione e raggiungere gli obiettivi europei di successo formativo” .

 

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